Ricerche di Mercato

Si parla di YourMurano.com anche al Big Tent di Roma organizzato da Google.


Il 9 Ottobre al Tempio Adriano di Roma si è svolto l’evento Big Tent “Made in Italy: la sfida digitale” a cui ha partecipato Eric Schmidt, Presidente Esecutivo di Google.

 

Durante il convegno è stato presentato lo studio “Internet & Export” realizzato da Doxa Digital su incarico di Google e che potete scaricare a questo link.

 

Nello studio YourMurano.com è citato tra i quattro casi di aziende italiane che hanno saputo utilizzare il web quale volano per l’internazionalizzazione del Made in Italy, sviluppando una valida strategia di commercializzazione presso i mercati esteri basata sull’e-commerce. 

 

Secondo la ricerca Google-Doxa, “le imprese italiane che hanno commercializzato i propri prodotti online oltre confine sono riuscite a compensare meglio la crisi o addirittura hanno ottenuto un incremento nel proprio fatturato.

 

Al crescere del livello di maturità digitale, aumenta la percentuale di Pmi che intrattengono rapporti internazionali di vario tipo e la percentuale di imprese che fanno export, con risultati molto promettenti per le imprese di minori dimensioni”. 

 

Chi usa i canali digitali è più forte con le vendite all’estero.

 

 

“La percentuale di piccole imprese che intrattengono relazioni con l’estero – grazie all’uso maturo di strumenti digitali – è quattro volte superiore alla percentuale di aziende non digitalizzate”.

 

Maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato: le imprese digitalmente avanzate dichiarano in media che il 24% del fatturato derivante dall’export è realizzato proprio attraverso il canale digitale.

 

Ci sono grosse opportunità nel made in Italy, nota Google.

Nel primo semestre 2013, le ricerche su Google relative al Made in Italy sono cresciute dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Stati Uniti ed Europa continuano ad essere le aree geografiche con i volumi assoluti maggiori, seguiti da Giappone, Russia e India, che fanno registrare la crescita maggiore. La moda è la categoria più cercata, seguita dal settore automotive: i tassi più alti di crescita li registra però il Turismo, che sta tornando a crescere dopo il rallentamento dello scorso anno; positivamente stabile la crescita dell’alimentare.

L’E-Commerce in Italia nel 2011 – la ricerca di Casaleggio Associati

Lo studio “E-commerce in Italia 2011” pubblicato recentemente da Casaleggio Associati, fotografa statisticamente lo stato ed i trend del commercio elettronico in Italia. Lo studio si basa sulla raccolta di questionari e interviste effettuati a quasi 3.000 aziende italiane operative nel settore E-commerce. I principali dati che si possono estrapolare dal report :

  1. A gennaio 2011 sono 270 milioni gli utenti europei che hanno visitato un sito e-commerce (74,5% del totale degli utenti online). I settori che hanno generato maggiore fatturato sono stati Tempo Libero (per la maggior parte giochi d’azzardo) con il 48,5%, Turismo con il 31,4% ed Elettronica di consumo con il 7,1%.
  2. Secondo gli operatori e-commerce italiani, il principale elemento di differenziazione rispetto ai competitor è il marchio (41%), seguito dall’ampiezza della gamma prodotti (36%), dalla fidelizzazione dei clienti (29%) e dalle politiche di prezzo (27%).
  3. Secondo le aziende i clienti effettuano acquisti online principalmente per comodità (37%), per i prezzi più vantaggiosi rispetto all’offline (26%) e per la maggiore ampiezza dell’offerta (22%).
  4. Gli investimenti a breve termine delle aziende italiane che effettuano commercio elettronico sono focalizzati principalmente su marketing e promozione (44%) e sul miglioramento di usabilità e user experience del sito e-commerce (22%)
  5. Solo il 41,7% delle aziende intervistate ritiene soddisfacente la sua attività di promozione online.
  6. Per quanto riguarda i costi di acquisizione di nuovi clienti, il settore più costoso è quello delle Assicurazioni (costo acquisizione: 50 euro), seguito da Moda (45 euro), Alimentari (40 euro), Casa e Arredamento (29 euro), Tempo Libero (25 euro), Elettronica (22 euro), Turismo (20 euro). Il settore dove acquisire nuovi clienti costa meno è l’Editoria (9 euro).
  7. Sui siti e-commerce la frequenza di riacquisto è solitamente 3 mesi (25% dei casi).
  8. L’integrazione dei social media negli shop online (prevalentemente il bottone “like” di Facebook, Twitter e Google Buzz) è abbastanza diffusa (59% dei casi). Il 33% delle aziende che hanno un e-commerce non effettua alcun tipo di integrazione con i social network.
  9. Il numero di impiegati delle aziende e-commerce è strettamente correlato al fatturato: in media 2 dipendenti per fatturati inferiori a 100.000 euro, 4 impiegati per fatturati fino a 500.000 euro, 5 impiegati per fatturati sotto il milione di euro, 9 impiegati per le aziende con fatturato fino a 5 milioni di euro e 52 impiegati per le aziende che fatturano più di 5 milioni di euro.
  10. Tra i sistemi di pagamento online più utilizzati dagli utenti italiani sono la carta di credito (67%), Paypal (13%), pagamento alla consegna (10%), bonifico (8%).
  11. I vettori più utilizzati dalle società e-commerce italiane per le spedizioni sono Bartolini, SDA, Poste Italiane e TNT.
  12. L’e-commerce in Italia nel 2010 è cresciuto del 43% rispetto al 2009, realizzando 14,3 miliardi di euro di fatturato (nel 2009 l’ecommerce in Italia valeva 10,037 miliardi di euro). A trainare il mercato italiano è il Tempo Libero (soprattutto giochi online e scommesse).
  13. Stime di crescita per l’e-commerce in Italia nel 2011: Alimentare: +13% Assicurazioni: +30% Casa e Arredamento: +41% Centri commerciali on line: +19% Editoria: +35% Elettronica di consumo: +45% Moda: +11% Salute e Bellezza: +32% Tempo Libero: +23% Turismo: +14%

>> Il report completo “E-Commerce in Italia 2011″ è scaricabile dal sito di Casaleggio Associati: http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/focus/ecommerce/ecommerce-in-italia-2011.php

“Esportare la Dolce Vita” – Analisi del Centro Studi Confindustria

  1. Quali sono i nuovi mercati di sbocco per l’eccellenza del Made in Italy?
  2. Che evoluzione avranno da qui al 2015 i nuovi mercati emergenti?
  3. Come evolverà la domanda dei beni di lusso “accessibile”?
  4. Qual’è il nuovo consumatore per il nostro lusso accessibile e come si comporta?

Le risposte a queste e ad altre domande relative al presente ed al futuro del Made in Italy sui mercati internazionali sono contenute in questa interessantissima analisi del Centro Studi di Confindustria/Prometeia/Sace.

 

L’incipit riportato nella Premessa dello studio, riflette un approccio ai dati ed alle prospettive future che ci trova completamente d’accordo:

 

“Basta un cambiamento di visuale per cogliere le opportunità”

- A. Wittemberg Cox

 

Il documento scaricabile (versione PDF) “Esportare la Dolce vita.Pdf”

 

Buona lettura!